3 Maggio 2012 — SaFolla, storia di una rinascita…
la tabacchicoltura torna in Sardegna!

Il progetto di far rifiorire la tabacchicoltura in Sardegna, ad oltre mezzo secolo da uno sradicamento colturale compiuto nell’Isola intorno agli anni 60, nasce nel 2002 dall’analisi di ciò che sarebbe accaduto, da lì a poco, nelle altre Regioni; in tutti quei territori dove, invece, quel comparto agricolo aveva continuato a costituire, ben oltre lo spartiacque rappresentato dal 1960, ancora per anni ed anni, un’importante risorsa economica.

Se nel 1999 in Italia, infatti, la sola tabacchicoltura contava oltre 150.000 addetti, senza quindi considerare qui le migliaia di lavoratori impiegati nella trasformazione del prodotto, non è ora un caso che si sia arrivati ad avere, appunto attualmente, solamente poco più di 20.000 operatori impegnati ormai, con un trend in costante calo, in solo 7 regioni continentali.

Tabacco di Sardegna “Isulamanna” in Alta Gallura

Tabacco di Sardegna in fiore

Nel 2004 la Comunità Europea, toglieva infatti i sostegni ad un settore in cui l’Italia, con il suo 38% di volumi e l’eccellenza dei suoi tabacchi, era stata leader indiscussa per decenni; come pure, a partire da quell’anno, la crisi andava a montare per la graduale uscita dal Paese della grande industria manifatturiera, che, conseguentemente, dirottava i propri acquisti di tabacco verso Pakistan, Africa sub Equatoriale, Russia, Ucraina e altri lontani Paesi.

Sotto il sole di Nuchis

Nella valutazione di una tale congiuntura negativa, come detto, la rinascita poteva così unicamente avvenire ripartendo dai veri valori di un Territorio, come, più in generale, sta già avvenendo in termini di consapevolezza, per molti prodotti del comparto agroalimentare, attraverso appunto alla conferma e alla riappropriazione dei sapori e delle ricchezze locali.

E giusto a questi sapori e profumi del territorio ci riferiamo guardando perplessi, specie in estate, sui banchi dei nostri mercati, i grappoli tutti perfettamente uguali di pomodori provenienti dalle serre di un Paese del nord Europa, perfetti ed uguali anche nel loro sciapo e triste sapore, tanto diverso, difatti, dal gusto intenso, dolce e acceso, dei pomodori sardi, così differenti tra loro, proprio in virtù della loro particolare, forte personalità.

Essicazione del raccolto di Sardegna

Possiamo ora dirlo con sincera franchezza davanti al nostro straordinario raccolto dell’Alta Gallura, che quella d’aver visto rifiorire il nostro tabacco che, per amore, chiamiamo “ Tabacco di Sardegna Qualità Isulamanna”, è stata una sfida eroica che ci rende ancor più orgogliosi perché vinta tra tante difficoltà. Personalmente, chi scrive, ricorda ancora il giorno in cui un conoscente, come me di Quartu, mi parlò nel 2010 di un incontro speciale avuto con chi lui definì, allora, “un esperto del mondo del tabacco”, dicendomi, con entusiasmo, come fosse riuscito a convincere quella persona ad impegnarsi, tramite la creazione di un progetto, in un piano di sviluppo-lavoro nella Nostra Regione, trasferendosi inoltre, e insieme con lui il suo know how, su di un terreno di sfida come il nostro; una scommessa che avrebbe così coronato anche, finalmente, quella che era un’aspettativa del mio concittadino: quella cioè di creare occupazione qui da noi. Distruzione di un comparto agricolo che, da parte nostra, vede invece, proprio nel riappropriarsi del territorio, la grande, eccezionale opportunità di rilancio e recupero di antichi valori: essenza fondamentale per ridisegnare un’economia locale.

S’Isula

La partenza, date le premesse (scomparsa dalla Sardegna da oltre 50 anni di questo know how agricolo), non è stata facile, non potendo, inoltre, la coltivazione delle piante di tabacco, prescindere da ciò che stava alla base del nostro progetto: la creazione di un prodotto industriale in grado di assorbire i frutti della terra. La Società, costituita nel 2011 a Quartu, vedeva così, lungo il suo cammino, la crescita di impegno e lavoro, e l’ingresso in SaFolla, agli inizi del 2012, di altri soci. Con lo svilupparsi degli step programmati e il lievitare dell’iniziativa, si manifestavano, per contro, parallelamente, attacchi che, seppur in alcuni casi goffi e paradossali, avevano tutti, in ogni caso, lo scopo dichiarato di rallentare lo slancio dell’impresa.

Al lavoro circondati dai pascoli dei territori del Coghinas

Perchè attraverso le menzogne si cerca di distruggere un’Azienda Sarda?

Difficoltà di fare impresa in Sardegna non legate perciò, di per sé, alle normali dinamiche di mercato o a straordinarie avventure come quella di provare a ripristinare la tabacchicoltura, là dove, un tempo, era stato sicuro sostegno per centinaia di famiglie ma, paradossalmente dipendenti da un’anomala commistione tra vari ambienti; una per tutte: una non chiarita denuncia all’anti trust per pubblicità ingannevole a cui è stato dato, però, grande risalto sui media: questo, in quanto nelle S’Isula non ci sarebbe tabacco sardo e, quindi, conseguentemente, la sigaretta non sarebbe sarda (!?). A parte, dico io, che l’essenza della sardità di SaFolla sta già nell’essere, poi, l’unica, tra tutte le Compagnie di tabacco, ad aver sede in Sardegna e ad aver proclamato, ove crescesse il mercato di S’Isula (oltre ovviamente ad assolvere gli obblighi fiscali in Sardegna, piuttosto che altrove), a reinvestire nella Regione in termini di risorse e lavoro, come, per altro, sta attualmente già avvenendo con l’allestimento delle strutture preposte ad accogliere i raccolti del 2013: “e questo, indipendentemente da tutto, dovrebbe già essere più che sufficiente!” Segnatamente alla coltura del tabacco, dico però, ancora, che era da tutti risaputo, visti i tempi di crescita di una qualsivoglia pianta, che il tabacco Isulamanna sarebbe arrivato a far parte della produzione della sigaretta a partire dall’Autunno 2012 (fatto apertamente e pubblicamente dichiarato, con relative riprese televisive andate in onda, in più notiziari regionali, nel Maggio 2012, in occasione della messa a dimora, a Nuchis, delle piantine di tabacco; Giugno/Luglio: raccolta delle foglie basali – Luglio: raccolta foglie mediane – Agosto/Settembre: termine dell’operazione che avviene con la raccolta delle foglie apicali)

Raccolta Foglie Basali

Ennesimo tentativo di umiliare una piccola realtà sarda corredato, quasi contemporaneamente, “ma guarda un po’ che tempismo!”, da altre 2 denunce (entrambe anonime ed inoltrate a 2 differenti Organi di Polizia) che spedivano, sui nostri campi, le Autorità preposte al controllo, al fine dichiarato di bloccare la produzione di tabacco, avvallando così, in definitiva, il fatto che in S’Isula non sarebbe mai, e poi mai, entrato del tabacco sardo.

La soddisfazione di un nuovo raccolto

Sradicamento, ancora una volta, ad oltre 50 anni di distanza dal primo, della tabacchicoltura sarda e, quindi: niente tabacco nei campi, niente tabacco nella sigaretta, niente più lavoro. Avendo le Autorità, naturalmente, trovato tutto in regola, sono ora qui a scrivere questa piccola nostra “storia”, rivendicando con orgoglio ciò che SaFolla ha fatto e sta continuando a fare e, con questo, mi è d’obbligo cogliere l’occasione per ringraziare il Sole e i profumi dell’Alta Gallura, unitamente agli amici di Nuchis e, assieme a loro, mi è d’obbligo ringraziare sentitamente, ancora una volta, i contadini e i pastori dei territori del Coghinas, per il vigile, solerte aiuto che ci hanno sempre prestato.

Paolo Pinna

Quercia da Sughero e Campo di Tabacco in Alta Gallura